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October 23 Insulti e censuraDomenica è apparso un intervento su Facebook che, dopo esserne venuto a conoscenza indirettamente, mi son sentito in obbligo di commentare e replicare, visto che i miei amici (ed io) eravamo stati citati ed insultati senza mezzi termini.
Purtoppo la mia replica è stata eliminata, oscurata, censurata dal proprietario di questa pagina; ma dato che amo lo spirito democratico, esigo la mia possibilità di pubblica replica a pubblici insulti.
Il proprietario del blog in questione è Muscas Matteo, gli insultati "Mattia" (Gola Mattia), un generico "ronco" (Ronco Marco, Fabio?) e dei generici "ecc..." (che date le situazioni interpreto come Fasano Matteo?, Benedicenti Giovanni?).
Riporto pari pari lo scambio avvenuto e poi censurato per farlo sparire nell'oblio chissà per quale motivo, anche se un'idea ce l'ho...
Intervento del M. Muscas:
Matteo [Muscas] pensa che voi nn siete uomini .. ma conigli e anche froci."
"...[riferito a] quei pirli di Mattia e ronco ecc ..." Risposta da me spedita martedì, cancellata tre ore dopo la sua pubblicazione:
PREMESSA 1: sono Matteo Fasano e ti scrivo tramite Nelli perchè non ho ancora la fortuna di esser tuo amico e veder quello che scrivi su Facebook. [Scrivevo tramite l'user di Mattia perchè non ero suo amico Facebook. Ora son stato aggiunto...] PREMESSA 3: io non son nominato direttamente (escludo che quell' "ecc..." possa riguardarmi, visto che non sei un coniglio e l'avresti scritto chiaro e tondo, giusto?), tuttavia, come amico di "Mattia" e di un generico "ronco", mi sento in obbligo di intervenire, almeno per difendere la loro dignità. CONCLUSIONE: visto che è necessario quantomeno convivere, se non proprio da amici del cuore almeno da "indifferenti", prima di ogni possibile chiarimento o discussione è NECESSARIO che tu, come pubblicamente li hai insultati, così pubblicamente chieda scusa a "Mattia", "ronco" ed anche ad "ecc..." se ti rimane un pò di tempo.
Senza astio, per giustizia. Ciao!
Sottolineo che queste richieste non sono solamente mie, ma anche degli altri tre/quattro insultati, che mi han delegato la questione. Prima di poter fare ogni sorta di discussione, aspetto necessariamente ancora le pubbliche scuse e l'eliminazione dalla sua pagina di tutti gli insulti. Fino ad allora questo intervento rimarrà fermo sul mio blog (solo dopo sarà cancellato e potranno esserci dei chiarimenti, anche perchè mi spiace aver delle tensioni con una persona, soprattutto se eravamo amici), a testimonianza chiara delle azioni di Muscas Matteo, in modo che chiunque possa leggere, sapere e trarre delle conclusioni. Nell'attesa, saluto tutti!!!
May 17 Incredibile: da oggi la mi vita cambierà di brutto!!!Non ci credo, è una cosa veramente che non mi aspettavo!!! March 29 e-LEZIONIBuongiorno popolo virtuale (ma poco virtuoso), March 09 Compleanno del Mauri: pagelle di Matteo Ziliani.Prendendo liberamente spunto da quel visionario genio della satira di Pol Faggiano Garcia Los Locos Jr., mi sembra davvero necessario fare un pò il punto della situazione sul pazzo pazzo venerdì 7 marzo.
XXI Trofeo "Maurizio Gaidano Dos Santos".
Terreno di gioco: 1° tempo Agriturismo "La Cascina" (o ciò che ne è rimasto dopo la nostra serata)
2° tempo Discoteca Rock City- Torino
Si sono affrontati, in una partita emozionante e sempre aperta, la FC Amici della Plaza Large Fat Crazy Rock Band vs Selezione zarri Torino.
Tralasciando la lunghissima cronaca del match, subito una rapida valutazione:
MAURI_Voto 10. Meritebbe meno per non riuscir a star dietro alla rapida mano del Dario sommelier. Recupera con i mitici occhialoni Carrera e, nel secondo tempo, scatenandosi al Rock. Festeggiato.
NELLI_Voto 5. Parte malissimo ordinando acqua (voto 2). Rialza la testa in disco, toccando di tutto. Da 8+, però, il sorrisone a 72 denti che lo accompagna per tutta la serata per la vicinanza ritrovata della sempreverde Giulia. Da 3+ i capelli. Padre di famiglia.
FRENK_Voto 6,5. Abituati a serate di ben altri suoi cappotti, lo vediamo un pò in difficoltà sul finale. Recupera la sobrietà al ritorno a Chieri indossando le vesti di "volontario sociale recupero marci". Dice addio alla sua mai davvero amata Moana, sgonfiatasi dopo un anno di onorato servizio. Solitario.
MOANA_Voto 9+. Sempre nei nostri cuori, abbandona la scena nel luogo che l'aveva vista entrare a pieno titolo nel cuore di tutti. Sgonfiata.
CAUSI_Voto 8. Senza rivali a tavola, esagera un pò con la quattro formaggi e con la sudorazione. Serata un pò a corto di yukyukkate, si fa sempre onore, però, quando è ora di fare cazzate. Economo.
GIOVA_S.v. Grande assente della serata, per forza maggiore. Manca la sua saggezza. Rimpianto.
EDO_Voto 9,5. Geniale nel lancio di ogni cosa tramite balestre, fionde, baliste, archi, elastici, catapulte a tavola. Non sta fermo un secondo, resiste ordinato si e no fino alla prima pizza. Da lui partono tutti i cori, tutte le cazzate, tutti i danni. Geniale. A ballare dà il meglio, armato di superliquidator al rum e mai sobrio. Leone delinquente.
MET_Voto 6,5. Ottima l'idea del regalo. Al Rock, però, troppe chiacchiere e poca azione (tranne il tentato Luisicidio durante il ballo). Caciarone.
MATTEO_Voto 6,5. La macchina limita le sue potenzialità alcoliche. Straordinaria l'idea di usare le cannette del giardino del ristorante come giavellotti infuocati. A ballare un pò affaticato, solo Fabiana riesce a scuoterlo un pò. Sprecone.
ERIKA_Voto 8. Sempre al fianco di Fabio, nonostante le sue goliardate. Esce nella ripresa col fiatone, non andando a ballare. Paziente.
GIULIA_Voto7+. Limita un pò il solito entusiasmo di Nelli, trasformandolo in bravo ragazzo. Impresa non da pochi. Ritrovata.
GIANNI E KATIA_Voto 6. Presenti solo nel primo tempo, la coppia non partecipa alla distruzione sistematica del ristorante. Anonimi.
DARIO E ELENA_Voto 7,5. Anche loro giocano solo il primo tempo. Lei in condizioni precarie, essendo appena arrivata da Praga; lui in ottima forma non fa mai trovare il bicchiere di vino vuoto a nessuno. Scienziati.
GABRI_Voto 6. Rompe due bicchieri. Distratto.
BARGE E ALE_Voto 8+. Lei un pò assente, lui straordinario. Trova subito feeling con Moana, facendole scoprire nuovi orizzonti del piacere, e col pizzaiolo, facendogli scoprire nuovi orizzonti della cazzoneria. Predestinati.
ALBI E CRISTINA_Voto 6,5. Da bravo ingegnere (voto 9), osserva con discrezione la distruzione della tavola in atto ad opera degli architetti (voto 3). Presenti.
ZAGA_Voto 7,5. Il suo grande merito è quello di riuscir a stare dietro all'enorme mole di puttanate organizzate da Edo, ma abbandona a fine primo tempo. Braccio destro.
GERME_Voto 6. Parte bene con un sonoro rutto in piazza. Non ripete la prestazione del Ciliegio d'Oro, tuttavia. Aeroso.
SIMO, PICCI, MIROGLIO_Voto 6. Osservano con sprezzo la devastazione in atto, preoccupandosi di non ricevere pezzi di prosciutto sulle costosissime maglie. Spaesati.
LUISA, FEDERICA_Voto 6. Entrano nella ripresa, dimostrandosi un pò affaticate. Luisa quasi uccisa da Met a causa di un caschè non perfetto. Precarie.
DANILA, GIULIA_ Voto 6,5. Buona l'entrata a freddo al Rock City, spariscono un pò nella ressa. Inseparabili.
CATIA_Voto 8,5. Sempre nel vivo dell'azione, lanciatissima in pista. Trascinata dalla in formissima Fiorella, regala un sorriso a tutti. Bonaria.
FIORELLA_Voto 9. Vistosamente su di giri, non si fa mai mancare una consuma. Le consuma però la fanno mancare al ritorno per il Pino. Coraggiosa.
FABIANA_Voto 9,5. Vestita a dovere, entra nella ripresa facendo un figurone. Per lei passano tutte le azioni più interessanti della partita, vera regista della serata. Leonessa.
STE TOCCI_Voto 10. Incontrato per caso al Rock, batte ogni record con otto consuma, diventando protagonista inaspettato del secondo tempo. Portato a casa in carriola (letteralmente). Damigiana.
E' tutto. A voi la linea studio...
February 28 Arrivederci Amore, ciaoQualcosa come 471 giorni dopo quella domenica 12 novembre 2006, cioè passate 11304 ore, o meglio 678240 minuti, o ancor più precisamente 40694400 secondi, volto una pagina fondamentale della mia vita.
E ci tengo a farlo sapere a tutti quanti, soprattutto tengo a far sapere a tutti che splendida persona che sei. Sei stata meravigliosa, e sempre lo sarai. Grazie di tutto. Arrivederci Amore, ciao...
December 09 "Ogni tanto mi chiedo cosa mai stiamo aspettando". Silenzio. "Che sia troppo tardi, madame".E' sempre troppo presto per appendere qualcosa ad un chiodo.
E' un po' come tradirsi, come negare il proprio passato: obbedire a qualcosa che ci impone un cambiamento. Cancellare con la gomma dell'indifferenza.
Tutto ciò che è stato non può scomparire o, almeno, non può scomparire senza aver lasciato un qualche cosa dentro di me.
Giusto a giugno decisi di mai più dare un calcio ad un pallone, deluso, deluso da tutto da ciò, da tutti quelli che stavano attorno a quel pallone.
Ed appendevo le scarpe ad un chiodo, metaforicamente parlando naturally, altrimenti mia madre avrebbe urlato per giorni nel veder tal bucherellare di costosa calzatura. Provvidenziale saggezza materna.
Oggi sono stato convinto da miei vecchi, fedeli amici a fare due sgambate all'Oratorio.
Oratorio, pensa un po'.
E lì, in mezzo agli schiamazzi, alla polvere, al sudore, alla celata sfida, lì ho ritrovato la purezza del pallone. Niente risultati da ottenere, niente urla del mister, niente dispute per la maglia da titolare, niente affari loschi, soprattutto niente dannati soldi.
Just play.
La gioia del pallone, correre, lottare, dare calci e riceverli (io tendenzialmente però sono uno che li dà più che riceverli, mancando di piedi boni) perché, porca puttana, sono giovane e nessun stracazzo di Politecnico mi costringerà a star sempre seduto a fissar bovinamente una saggia carta ma traditrice. Traditrice perché vuol portarci via il verde dei nostri anni, la carne ed il sudore. L'altro giorno effettivamente mi son messo un golf di quelli da montagna con le pecorelle disegnate sopra marrone triste, divisa obbediente dell'ingegnere. Ma solo perché faceva freddo accidenti!
Non mi avranno così facilmente, troppa troppa libertà sento dentro di me.
E mai più appenderò qualcosa ad un chiodo. Ciò che è stato, ogni persona, ogni gesto è importante, dal più piccolo (sport), al più grande, infinitamente, eternamente, vitalmente grande. E non so nemmeno se esiste la parola vitalmente, il concetto è quello però.
Ma torniamo al nocciolo della questione: i “Cusot alla Mathieu”.
Ingredienti per 2 (speciali) persone:
Preparazione. Far soffriggere per un paio di minuti le zucchine fresche fresche di stagione, poi aggiungere un filo di cipolla tagliuzzata a dadini...o forse il contrario? Poi mettere il pomidoro nel coso e scaldare con il *** per un po' finché non cazzo inizia a puzzare di bruciato. Poi il basilico e altra roba a piacimento. Schiodiamoci da ciò che ci è imposto da “forza maggiore”, non esiste nessuna “forza maggiore”!
September 14 Occhi lucidiMolti mari e fiumi Attraverserò dentro la tua terra mi ritroverai turbini e tempeste io cavalcherò volerò tra i fulmini per averti Meravigliosa creatura sei sola al mondo meravigliosa paura d'averti accanto occhi di sole mi bruciano in mezzo al cuore amore è vita meravigliosa Luce dei miei occhi brilla su di me voglio mille lune per accarezzarti pendo dai tuoi sogni veglio su di te non svegliarti non svegliarti non svegliarti .... ancora Meravigliosa creatura sei sola al mondo meravigliosa paura d'averti accanto occhi di sole mi tremano le parole amore è vita meravigliosa Meravigliosa creatura un bacio lento meravigliosa paura d'averti accanto all'improvviso tu scendi nel paradiso muoio d'amore meraviglioso Meravigliosa creatura meravigliosa occhi di sole mi bruciano in mezzo al cuore amore è vita meravigliosa September 05 Supoercack, puntata 1.Questa sera, a SuperCack, in eslusiva, il caso umano di Fabio R., del quale tengo a mantenere anonima l'identità, data la drammaticità dei fatti raccontati.
Il soggetto che mi accingo ad analizzare, infatti, è stato colpito da un rarissimo caso di donnes adfamatus ad inverosimilis, altresì noto come morbo di Van Prepuzien, dal nome dello scopritore, o, più comunemente, anche detta "fame di figa". Il paziente presenta i tipici sintomi di siffatto morbo: erezioni incontrollabili, risate continue con farlocca cadenza, morboso attaccamento al cellulare, incontrollabile pulsione ad offrire cose di ogni genere (dagli ortaggi alle entrate in discoteca) ad elementi dell'altro sesso, volontà compulsiva e maniacale di conoscere il maggior numero possibile di ragazze ed, sostanzialmente, accoppiarsi con esse. Cosa non da poco, la riproduzione vera e propria non è il vero scopo del malato della Van Prepuzien: in verità egli è solamente maniacalmente bramoso di raggruppare uno smisurato numero di partner potenzialmente disponibili ad accoppiarsi con esso, senza poi mai giungere all'atto vero e proprio. Il soggetto clinico sotto esame, poi, è colpito da una sottospecie piuttosto rara di tale morbo, particolarmente grave: la donnes adfamatus ad inverosimilis dementiae. Cercando di esplicitare questa patologia clinica ai profani in italico linguaggio (penso che Ilaria sia contenta dunque), possiamo spiegare la stringata espressione latina con non poca difficoltà, data la notoria romana capacità di sintetizzare concetti molto vasti in dense parole. Innanzitutto il malato di questa preoccupante e terminale forma della nota Van Prepuzien ha compromesse quasi completamente le funzioni cognitive e raziocinanti del lobo frontale parasintattico cerebrale opossum . Ad esso, infatti, si è a mano a mano sostituito un terzo testicolo che, come un benigno carcinoma, tende ad espandersi progressivamente nella scatola cranica, compromettendo irreversibilmente le funzioni intellettive. Curiosamente, tuttavia, si è notato uno spiccato miglioramento dei risultati del soggetto clinico nel campo delle scienze economico-commerciali (sembra così spiegata la simpatica e gergale espressione secondo la quale i commercialisti dovrebbero esser tutte "teste di organo genitale maschile"). Con la prorompente sostituzione di cellule neurali con analoghe formanti il terzo testicolo "cerebrale", osserviamo un netto aumento della produzione di testosterone, con collegati effetti secondari, tra cui la crescita parossistica di pelo facciale dotato, addirittura, come recenti ricerche del Cnr di Albenga hanno messo in luce, di vita e volontà propria, oltre che della tessera "Socio Coop". Essendo una patologia piuttosto rara negli esseri umani (assai frequente, invece, negli oranghi della Guinea Orientale), la ricerca non è ancora giunta a certe conclusioni riguardo le cure necessarie da effettuarsi. A livello sperimentale, comunque, sul F. Ronco (meglio mantenere l'anonimato) si sono notati netti miglioramenti grazie alla somministrazione dei seguenti farmaci: 1) 80 cc/giorno endovena, allungato con chinotto "San Pellegrino", del nettare assai raro "Elisae Pavarolensis", ricavantesi da un biondo fiore germogliante sulle ripide colline torinesi. Tuttavia, data la cospiqua dose giornaliera utilizzata di tale nettare, si pensa che esso si sia estinto nella primavera del 2006. Attualmente, data la gravità del Fabio R., in astinenza prolungata da tale farmaco, il nordcoreano dottor Fran-Ko Teston, sta effettuando esplorazioni nella zona di Pavarolo (To), per cercare di trovare nuovamente il preziosissimo e salvifico fiore; 2) massicce dosi di sostanze neurologicamente inibenti, come la cannabis, il tabacco, l'alcol o il formaggio che, come una cura chemioterapica, distruggono indiscriminatamente le cellule nervose, colpendo, però, anche quelle del terzo testicolo e alleviando la situazione; 3) 20 testate giornaliere contro un muro in calcestruzzo; 4) proposta in via sperimentale dal professor italo-boemo Gora Nellicky, la castrazione parziale di un testicolo dalla scrotidea sacca, che riporterebbe il conteggio totale delle riproduttive ghiandole a tre. Buon proseguimento di serata, ed alla prossima puntata di SuperCack. August 18 Avere vent'anniAvere vent’anni è una cosa non da poco, che capita solo un anno nella vita. Venti, innanzitutto, per un devoto e credente praticante della matematica è un numero stupendo, tondo tondo, con quel due aperto e greve compensato da uno zero infinitamente circolare. Divisibile per cinque, per due, per dieci, seleziona molto accuratamente i suo divisori. Diciamo che non ha come divisori cani e porci. Solo tre numeri ben scelti, altrettanto belli. Venti è un numero cruciale anche nel nostro corpo: venti sono in tutto le dita e dunque, passando oltre ad inevitabili volgarità riguardo al conto del ventunesimo anno, avere vent’anni è l’ultima occasione che un essere umano ha di poter visualizzare con le sue stesse dita, carne della sua carne, il numero di anni trascorsi sulla terra. Al di là, il buio. Finita è l’età dei volgari, spensierati, ingenui, spontanei, sbruffoni, patetici ma sostanzialmente meravigliosamente belli teenagers, perché, come sottintende la parola, sorpassata è l’età degli anni-teen, conclusasi con l’ultimo, il nineteen. Dal twenty in poi, è un’altra storia. Questa breve premessa, fa capire quanto seria sia la questione. Il 14 giugno 2007, venti anni dopo esser fuoriuscito nel dolore da mia madre, con dolore riaprivo gli occhi dopo il sonno e guardavo il luminoso mondo. Troppo cazzo luminoso appena da svegli. Meglio tornare a letto e nascondere la testa sotto il cuscino, fuggire dalla realtà. Odio il compleanno. Quel giorno in cui uno si aspetta che debba necessariamente accadere qualcosa…che so, regali, auguri, feste, ciucche. E poi, in qualche modo, si rimane sempre delusi. Anche se le ciucche, devo ammettere, quasi mai tradiscono l’appuntamento. Meglio rimanere con la testa sotto il cuscino, anche se non riuscirò più a dormire, penso troppo. Avere vent’anni non è niente male, mi sento strapieno di forze, il mio corpo pulsa giovinezza, esuberanza, sfacciataggine, coraggio, forza con ogni singolo muscolo. Mi sento fortissimo, tranne un po’ di allergia obiouvsly, ma sono certo che io sia potenzialmente in grado di fare ogni cosa, attuare ogni proposito, vedere ogni luogo, conquistare ogni cuore, dominare ogni ambito. Superbia infinita. Avere vent’anni fa venire i brividi, però, e si rimane paralizzati. La forza è in trappola. Quanti anni son passati? Quante persone conosciute? Quanti luoghi visti? Quanti luoghi persi? Quante persone sfuggite? Quanti anni bruciati? Avere vent’anni è iniziare a fare un bilancio di ciò che è stato, programmare ciò che si farà. Addio spensieratezza dei puzzoni teenagers: quello schifo poltiglioso che sta in quella cosa sopra le spalle (tradotto per Piretta che non capisce mai cosa scrivo: cervello, c-e-r-v-e-l-l-o) inizia a funzionare fin troppo bene. Analizza troppo, vede troppo, sente troppo. Maledizione benedetta. Niente più buttarsi a capofitto nella vita, senza pensare a nulla, a nessuno, ad un cazzo, in pratica. Ora ogni cosa inizia ad avere più significato, è più pensata, è più macchinosa, meno spontanea. Inizio a vedere qualcosa, a capire, ma di sicuro non è una cosa buona, perché la consapevolezza non può che portare a dolore, e se non ci credete chiedete a “glande saggio”. Insomma, avere vent’anni è veramente un big casino; si inizia a metter timidamente la testa in mezzo a quel tritacarne sanguinario che è la vita responsabile: ma il brutto, la sottile diabolicità dell’avere vent’anni, è che obblighi e divieti non arrivano più dall’esterno, arrivano da dentro, sono riusciti a radicarsi nella coscienza e sono molto più difficili da disattendere. Meno male che sono un cazzone. Altrimenti avere vent’anni sarebbe veramente un big casino.
May 26 Riflessioni affrettateE' da molto che non scrivo più, ma, in fondo, che importa?
Un blog è uno spazio personale utile a poter condividere con altri riflessioni su quello che ci accade tutti i giorni.
Compatire, essere compatiti e tutte queste cose che, fisiologicamente, sono uno sfogo emotivo del caos che c'è dentro di noi.
Che lo vogliamo o no, infatti, dentro di noi c'è un fermento inesauribile, un flusso di pensieri, dubbi, idee, contraddizioni, convinzioni, presupposti che, sostanzialmente, provengono dall'ambiente che ci circonda e che, grazie alla nostra cognizione e struttura mentale, andiamo poi ad elaborare individualmente nelle notti insonni, mentre mangiamo, mentre studiamo: brevemente, in ogni istante della nostra vita, più o meno consapevolmente.
Questa elaborazione è significamente differente fra una persona e l'altra, fra una fascia di età di persone ed un'altra, fra una fascia culturale di popolazione ed un'altra: ciò dipende in gran parte sia da un elemento interno (l'individualissima personalità di ogni essere vivente), sia da una componente esterna (l'istruzione, la propaganda, il contesto socio-familiare).
Ma questa elaborazione c'è, ed è innegabile.
Mai, in generale, si può afferemare che possa esistere una Verità assoluta, un Bene assoluto, essendo ogni opinione frutto della personalissima elaborazione personale. Certo, è innegabile che molte volte la stragrande maggioranza delle opinioni generali concordino in una certa direzione, ma la quantità statistica non può mai esser assurta come un sinonimo di Verità (in Germania quanti erano contro i Nazisti? In quanti pensavano che le Crociate fossero una demenza papale?).
Ecco, allora, la volontà di dialogo, di condivisione, di contatto sociale: soltanto verificando la presunta correttezza delle proprie elaborazioni ed impressioni si possono confrontare le proprie credenze con quelle della maggioranza, risultando o gratificati nel vedersi dare ragione, oppure un poco inetti nel vedere che i più la pensano contrariamente.
Più spesso di quanto possiamo immaginare, allora, mortificati per il nostro pensiero controcorrente ed additati dai pensanti ortodossi, tendiamo a "raddrizzare il tiro", cercando di remare un pò contro al fiume dell'eterodossia (senza mai ammetterlo però, perchè altrimenti si danneggerebbe l'integrità della nostra autostima) per ritornare a poco a poco nella fiumana regolare ed omogenea del "normale", del "naturale".
Anche quando crediamo di esser totalmente liberi di pensare e, conseguentemente, di poter fare quello che vogliamo, noi restiamo incatenati allo standard comune, proprio perchè le saltuarie piccole o grandi trasgressioni che ci concediamo non sono altro che un temporaneo allentamento delle catene che ci imprigionano e che, una volta ogni tanto, ci permettono di sopportare meglio la condizione di schiavitù ideologica.
Bastone e carota, e tutti noi asini.
Il bastone, invece, è il rischio concreto che si corre abbandonando le calme acque dell'ortodossia e venendo additati dai "benpensanti" che, proprio grazie al contrasto con chi come loro non la pensa, mai come in quel momento si sentono compatti e tutti per uno, dimenticando le loro individualità.
E' inevitabile, dunque, la disfatta di chi esce dal coro: il ritorno nel pensiero comune diventa, così, quasi rassicurante, e ci si sente un pò come novelli figlioli prodighi, ora magnanimamente riaccettati nella grande famiglia.
Mai come ora si tornano ad amare le catene a cui ci si torna a legare e, spessissimo, i rivoluzionari falliti si trasformano in paladini intransigenti dell'ortodossia più cristallina.
Non dico che quello che pensano i più sia sempre sbagliato e conservatore, al contrario, il più delle volte questa direzione maggioritaria delle idee evita la frantumazione del pensiero in infiniti ed incontrollabili rivoli, vagamente anarchicheggianti e pericolosi perchè liberi di pensare qualsiasi cosa, anche potenzialmente dannosa per altri uomini.
Dico solo che la capacità di analisi personale della realtà è fondamentale, indipendentemente da ciò che gli altri ci dicono, ci fanno, ci additano come esempio o ci vietano.
Questo sembra un discorso prettamente politico e sociale, un qualcosa di noioso ed, in ultimo, una cazzata di un Caio ingegnere cane che ha solo a che fare coi numeri.
Noi pensiamo così, noi siamo così, in tutte le cose: dalla scelta della maglietta che avviene tramite l'influenza della moda e dell'amica che ci portiamo dietro a fare compere, alla scelta della scuola, che avviene grazie all'educazione impartitaci dalla famiglia ed anche dalle scelte dei nostri compagni.
Ma veniamo al punto.
Qui sta il fatto, io ho una grandissima paura di essere omologato e di venir inglobato dal flusso, ho paura di non lasciar traccia, di trascorrere una grigia vita come tante altre. Una sorta di angoscia per qualcosa che si è certi esistere, ma di cui si riesce solo indistintamente a sentir la presenza.
Per questo tendo il più possibile ad ergere barriere davanti al mio "elaboratore interno", a pensare il più possibile da solo, a buttarmi in imprese impossibili, in sogni irrealizzabili, in idee malsane.
A non ascoltare i consigli (ahimè, spesso buoni), a non cercare necessariamente di conoscere nuove persone, se questo non implica un rapporto arricchente nei due sensi.
Se non vale la pena di parlarci, io con una persona non ci parlo.
Certo, provare ad avere una vita del genere è davvero difficile, non tanto per le conseguenze che comporta, che ritengo esser di gran lunga migliori rispetto ad una vita ortodossa, anche se rimangono sempre e comunque incognite, quanto per il coraggio che occorre ogni giorno avere nel combattere soli, nel non lasciarsi tentare dal subdolo pensiero comune, dalla vita già destinata, dal destino comodo e famigliare.
Io voglio essere il destino.
Io voglio decidere cosa è bene e cosa è male per me.
Io voglio decidere chi essere, cosa diventare, chi far diventare la compagna della mia vita.
Ma ho paura che la vita lo scelga per me.
Quando non sognerò più, sarò vinto.
Non prima. March 10 Ehi!Ehi mondo virtuale, è da un pò che manco te cago de striscio!
Forse perchè sò ggià ppieno de roba ner mondo reale...anvedi aho...
Che robe...quando ero rimasto? A San Valentino? Che dolcezza...mai più riuscirò a ragiungere picchi di poesia così alti: sarò di nuovo costretto a soffocare nella feccia corruttrice del mondo e della Materia.
In sto quasi mese passato, infatti, son dovuto tornare di corsa nello sporco mondo, abbandonando nuovamente il mio dolce esilio nel mondo delle Idee e del nullafare (che ahimè vanno a braccetto): Houston, si torna sulla terra.
Già.
Son ricominciati i corsi e son sempre peggio: orari immondi, immondi davvero...quasi quasi piando la tenda al Poli, in cortile, così non perdo più ore ed ore su treni che puzzano di extracomunitari (non sono razzista, ma è una constatazione empirica).
Purtuttavia, in questa oscurità in cui si annega il pensier mio (e il naufragar non mi è affatto dolce in questo mare, non dico di cosa per non profanare Recanati) riesco a percepire un bagliore, un odore pungente, che mi ha risvegliato nuove energie.
Detta terra terra, come quando Goku sembra morto, ma poi si trasforma in super sayan e spacca la teste e femori a tutti.
E' primavera.
Dolce, inebriante primavera.
Me ne sono accorto quando tornavo a casa dal Poli, stavo per mettere la macchina in garage e l'ho vista.
Era lì, che timida ma poderosa sbocciava dalla linfa delle piante: ho visto i germogli aprirsi.
Ogni anno mi capita sempre: quando rivedo i fiori sugli scarni rami dei giovani alberi in giardino mi sembra di rinascere...sarà perchè sono un barottino di campagna, ma non c'è nulla come le gemme di Marzo che più mi affascina. Ho aperto il garage, ho riposto la Punto (tra l'altro da poco bollata, moan moan) e mi son seduto a guardare i fiori rosa.
Per fortuna davvero che è arrivata la primavera, mi serviva un pò di energia.
Che altro?
Il calcio (oggi abbiam pareggiato), gli amici, le donne.
Sulle donne no comment. Anzi, buon due-giorni-fa-festa-della-donna.
Sugli amici, breve sunto.
Giova è lanciatissimo sul Mediterraneo, anche se purtroppo io stasera non esco: scassatevi anche per me!
Nelli da quando fa il fighetto architetto rischia tante tante botte. Spero che mi faccia cambiare idea aiutandomi ad organizzare una eccellente vacanza estiva votata allo scatafascio all'estero.
Frengo sta diventando proprio un bell'ingegnerino. Ma mi sa che ne dovrai fare di pesi prima di picchiarmi...continua a far cra cra cra va...
Fabio è il mio preferito. Sei proprio una sagoma. Te l'ho già detto: sei l'unico essere vivente a riuscire a farmi ridere di cuore senza fare nulla, insieme a quel minchione del mio cane Tito (attenzione, non lo dico con cattiveria, tutt'altro!).
Mentre io con la primavera guardo i fiori (ogni tanto mi preoccupo un pò riguardo alla mia presunta eterosessualità), il buon Cugino è un ribollire mai quieto di testosterone e sessuomania...mio dio sembra un gatto in calore.
Per fortuna che è riuscito a trovarsi una nuova ragazza (grazie, grazie, merito mio), Ele, che è decisamente una persona seria e tranquilla...speriamo che domi il suo insennato testosterone.
Altrimenti lo capponiamo e lo mangiamo il prossimo Natale. Tutti invitati. A me la coscia però.
Bon.
Quando mi va riscrivo.
Adieu (Monica correggimi tu, ti nomino la mia consulente in lingue straniere).
Un bacio a tutte, una energica ed irritante pacca sulle spalle a tutti.
Ah...dimenticavo: se pensate che tutto sia così come ci viene detto, leggete "Perchè non dobbiamo essere cristiani" di P. Odifreddi.
Adieu February 23 FotoHo aggiunto un bel pò di foto.
Dateci un'occhiata...potreste trovare delle vere e proprie CHICCHE IMPERDIBILI!!!
In esclusiva qui, nemmeno Controcampo è riuscito a rubarcele.
Ora vado a lavare la mitica Punto MJT, che stasera deve fare bella figura...magari dopo scrivo something...
CIAO!!! February 15 San Valentino +1Sarò breve.
Ieri era San Valentino, the so called "giorno degli innamorati" nonchè, ormai, ricorrenza più che commercializzata.
Ma nonostante la mia sempre ben chiara posizione anticapitalistica e commerciale, pure io mi sono adeguato di buon grado a questa festività, facendo una bella sorpresa alla mia Piccola (sia chiaro, però, che non l'ho fatto perchè andava fatto, bensì perchè lo volevo fare: free will!).
Ciò nonostante, non mi son dimenticato di tutte voi, o meravigliose donne, innamorate o meno, che avete incrociato la mia vita per i più svariati motivi.
Siete tutte quante fantastiche e vi adoro, nonostante, ormai, il mio cuore sia stato più di una volta lacerato e pugnalato, proprio quando meno me lo sarei aspettato e più mi stavo prendendo ed iniziando a sognare.
Voglio bene a tutte voi lo stesso.
E non pensiate che non siate più importanti per me...giammai!
E' vero, amo la mia Piccola, ma non per questo non vi ringrazierò mai abbastanza di tutto quello che siete riuscite a farmi provare in questi, seppur pochi, anni della mia vita.
Ognuna ha una storia, ognuna ha i suoi baci, ognuna ha le sue canzoni ed i suoi sorrisi, che mai e poi mai scorderò: vorrei proprio rivedervi tutte ora, e regalare una bella rosa a ciascuna...è il minimo che potrei fare per rendervi omaggio...
Vi voglio bene a tutte, e nonostante tutto il dolore che ogni fine ha inevitabilmente portato con sè, se mi chiedessero, come in Manuale d'Amore 2, se alla fin fine ne sia valsa la pena di passare quei fugaci momenti di paradiso per poi morire quando la fine arrivava, beh, urlerei: "SI...NE E' VALSA LA PENAAAA!!!!".
Detto questo, ci tengo ancora a salutare una persona in particolare, una persona fondamentale nella mia vita, un bivio, la mia debolezza e la mia forza, i momenti più belli della mia vita, i momenti più brutti.
L'unica che mi fece piangere (solo lacrime, non singhiozzi, ci tengo a precisarlo, così perdo solamente 799 punti virilità...).
Lei sa.
E, visto che in tutto questo tempo non son riuscito mai a trovar parole sufficientemente adatte ad esprimere quello che provavo (anche perchè da quando non studio più lettere la mia sintassi inizia ad aver preoccupanti lacune), sebbene abbia già scritto fin troppe cose, le vorrei dedicare per S. Valentino il seguente video, la seguente canzone che, più che ogni altra lettera, regalo, spiegazione, esprimono la nostra storia, i miei sentimenti e quello che penso di noi.
Per me è importante.
Basta parole.
Buon San Valentino a tutte (tranne a Nelli)
February 12 Dimenticanza!I PUNTI VIRILITA'!!!!
Non ho ancora detto nulla dei punti virilità!
Grazie Nelli che me li hai ricordati...
Già perchè Fabio venerdì sera ne ha persi ben 35, ordinando 3,5 litri di birra ed AVANZANDONE (pensate che spreco, ci sono migliaia di bambini in Africa che muoiono di astinenza cronica da alcol) almeno un litro. Ed eravamo in cinque a dargli una mano!
Cinque dico! Che ai tempi in cui eravamo giovani, al mare, senza problemi slurpavamo uno spillatore da tre litri in tre (Franco è quasi sempre astemio, infatti perde 0,1 punti virilità ogni ora per questo)...pronti poi per andare a ballare.
Gioventù maledetta.
Nelli invece mi riguadagna 10 punti. Motivazione: il giovane, nonostante i suoi evidenti impedimenti fisico psichici, si impegnava arduamente nell'inebriarsi dell'alcolica bevanda, mantenendo una dose di sobrietà.
Inoltre, Fabio, mi ha perso altri 4 pi-greco diventando pallido come un muro dopo neanche un litretto di bionda: un vero uomo ingurgita e diventa rosso come il comunismo, non bianco come il Vaticano. Disonore.
Il saldo aggiornato al 12/02/2007, è così disposto:
PAJO (special guest) 45988 punti virilità
MATTE 34998 punti virilità
GIOVA 33433 punti virilità
NELLI 25677 punti virilità
CUGINO 25666 pi-greco punti virilità
OTTA 1766 punti virilità
FRENK 7 o 8 punti virilità
FIORE -122 punti virilità
Notiamo immediatamente il sorpasso di Nelli a danno di Fabio, ed il suo raggiungimento della 4 posizione, che vorrebbe dire Coppa Uefa.
Infine, continua ad allungare Otta su Frengo, ormai condannato quasi certamente alla retrocessione (evirazione) insieme al fanalino di coda Fiorin.
A voi studio. February 01 Smentita caoticaOk ok non vi arrabbiate...non sono di parola, va bene?
E non fate quella faccia...non ho scritto niente sul blog, e allora?!
Cosa sono, al vostro servizio?!
Credevate che io rispetti le promesse?!
E non fate quella faccia...
Uno si fa un culo così tutto il giorno a studiare, torna a casa a quest'ora e deve ancora pensare di scrivere qualcosa. Ma oh!?
Domani mattina mi devo svegliare eh?
Alle otto e mezza.
Troppo tardi?
Si ma intanto io devo ancora metter la roba da lavare e andare a dormire...son gente che lavora io...e non fate quella faccia...
Però a pensarci bene sto scrivendo.
Allora più o meno le promesse le rispetto...ci mancherebbe, sono una persona di parola io.
Davvero?
Non lo sapevo.
Ma come fai ad essere una persona di parola dopo quello che hai fatto a buonanima di Nelli, potreste dirmi.
Ottima osservazione.
Come cazzo faccio a fidarmi di te dopo quello che hai fatto ad Otta? Terribile è un aggettivo quantomeno riduttivo.
Si, si ok...gli argomenti sono notevoli, niente da ridire. Più che darvi ragione non so che dirvi.
Ma che posso fare io?
Che colpa ne ho, potrei ribattervi.
E qua vedo già le vostre facce. Con quel soppracciglio un pò alzato e la bocca leggermente ritorta, non mi date peso. Ho torto e basta.
Che colpa ne ho io, potrei ribattervi, se sono un impulsivo.
Che strano, un ingegnere impulsivo. Un ossimoro, come dissi una volta ad una mia dotta Speranza. Oddio, ingegnere, ci sto provando non è che lo sono già. Si gli esami vanno bene...ma chi sa...si, datemi del pessimista, del cinico, del senza cuore.
Ma io so dire ti amo.
E lo so dire in molte lingue pure. Non è cosa da molti ai giorni d'oggi.
Intendo: non dirlo in tante lingue, ma aver timore e rispetto nel dirlo, quasi una sorta di tremore, timidi germogli che sbocciano al rinnovato sole vitale di Marzo (anche se è Febbraio). Linfa pura, passione e vita. La morte e le tenebre non sono mai state così lontane.
Ti amo è una folgore nel buio della feccia del mondo.
Paura di pronunciarlo.
Ma l'ho detto. L'ho detto ed ora sono una persona nuova. Non nuova beh, rinnovata: il passato è noi, il passato si mescola, aggiornandosi, col presente per plasmare la realtà poliedrica dell'io.
Il passato non si dimentica.
Io sono uno, nessuno e centomila, come diceva il buon siciliano. Ma a volte penso più di esser nessuno.
Purtroppo.
Adoro esser sconclusionato, odio ed amo insieme il caos, da buon ingegnere impulsivo (e forse un pò cane).
Notte January 31 PromessaPrometto che domani scrivo qualcosa.
Ah...mi son comprato la giacca in pelle...ora si che sono un ganzo! Ehi...
Un saluto a tutti tranne a Nelli.
Ah...il mio inglese è valutato 6.5 su 9 (esame passato)!!! Ora si che posso bruciare tutti i libri di inglese, anche se ne ho pochi (grazie Torretta e bar del Vittone e fancazzismo sistematico).
Di disegno 23...solo perchè sono un pasticcione...egregio professor Zompì, guardi che con le mani è già tanto che so allacciarmi le scarpe, cosa pretende...
Ciao, vado a studiare chimica, così questa estate in vacanza porterò, oltre il kit del piccolo bastardo, anche il kit del piccolo terrorista chimico...e si che per Cugino saranno cazzi! Altro che cerette...si passerà a pediluvi con acido solforico 20 molare!!!!
January 16 DizionarioNoi della Plaza riteniamo obsoleto e mancante il vecchio linguaggio italiano. PLAZA: luogo di comune ritrovo, locato nella cosiddetta “piazza Europa” in Chieri. Solitamente quelli della Plaza, da dovunque essi provengano, si ritrovano in siffatto luogo, troppo freddo d’inverno, troppo caldo d’estate, un pò irritantemente stagnante. Si è soliti, in Plaza, bighellonare in compagnia di una buona Chesterfield oppure di una sigaretta qualsiasi, purché, rigorosamente, in compagnia. In Plaza si decide che fare, giungendo quasi sempre a decisioni inconcludenti. Tuttavia, già solo il tempo impiegato da quelli della Plaza in tal luogo per decidere come da qui andarsene e verso dove è, generalmente, speso bene, proprio perché buttato al vento. La Plaza è più di una piazza, è La Plaza. Lontana dal Poli, dal lavoro, dal casino. Uno spiazzo aperto a tutti ma nostro, privato. Dove quando nevica, si fan le sgommate, e quando si va a ballare si porta il fragolino (orrendo) del Lidl. QUELLI DELLA PLAZA: Beh, quelli siam noi cinque. Fabio, detto Cugino; Mattia, detto Nelli, Giovanni, detto Giova; Frengo, detto Marco (o viceversa, ormai non ricordo più). Ed io, Matteo, detto Matte, perché io i soprannomi li do, non li ricevo. Triste, banale, legge del contrappasso. Il loro habitat è il chierese, ma durante la stagione degli accoppiamenti sono soliti migrare verso esotiche località di villeggiatura. Dico poco di questi cinque asini, ma sicuramente, presto, per ognuno di essi farò una bella biografia, brutta nel caso di Nelli. RITROVO ORE NOVE E UN QUARTO: espressione gergale, che sottintende il ritrovo di quelli della Plaza verso le nove e mezza. E’ solitamente utilizzata per irritare le ragazze che devono uscire con noi tale sera e che, inconsapevoli del nostro linguaggio, hanno il brutto vizio di arrivare puntuali e, dunque, di aspettarci. Solo io ci casco sempre ed arrivo alle nove e quattordici. Ma che me frega, mi fumo una bella bionda e canto. FARE MERDA: tipica espressione equivalente all’italiana “ho fatto una cosa/azione non nel modo che avrei voluto/dovuto fare”. Per esempio “Con quella tipa ho fatto merda” significa: con la ragazza di cui stavamo parlando mi son comportato in un modo che ha aggravato il nostro rapporto ed ha impedito il raggiungimento di un esplicito rapporto sessuale occasionale. SCHIACCIARE: colorita espressione utilizzata per indicare l’atto dell’accoppiamento (generalmente eterosessuale). Spesso è seguita dal sinonimo maschile “Cugino”, per esempio: “Ed alla fine ha schiacciato Cugino???” “No…” “Che sprecone (si veda dopo….ndr)…”, che sintetizza in uno scambio di battute il fatto che, pure sta volta, Fabio è stato uno sprecone. SPRECARE: possibilità di instaurare una bella relazione con una ragazza meritevole (cioè bella) banalmente buttata al vento, generalmente causa idiozia o zerbinismo portato al limite del ragazzo. Il maggior esponente di questa corrente di pensiero è Cugino, il suo opposto Giova. Concretezza. LEGGE DEL SESSANTA PER CENTO: formula empirica, perfezionata con gli anni di esperienza comune, che consiglia vivamente di diminuire di una percentuale vicina ai due terzi, le proposizioni affermate da Cugino. BIG CASINO: situazione particolarmente intricata da cui è difficilmente possibile fuoriuscire e che, per questo, necessita ingegno e collaborazione. Tuttavia, tale espressione racchiude in se una sottile sfumatura di soddisfazione per l’essere più inguaiati degli altri e, quindi, degni di compassione ed ammirazione, perché la noia è poco ben accetta da quelli della Plaza. I momenti più interessanti, infatti, son sempre stati quelli di Big Casino… LITTLE MINCHIA: persona inconcludente nelle relazioni con l’altro sesso. M2O: stazione radio più amata ed odiata allo stesso tempo da quelli della Plaza. In villeggiatura, è buona norma non ascoltare più di tre volte al giorno una stessa canzone di questa radio zarra. Altrimenti mi incazzo. ZAMURRO, CATANARRO, ZANARRO (altre parole inventate sul momento terminanti con –ARRO): persona di sesso maschile solita ad avere comportamenti arroganti e cianciosi, possidente una macchina di bassa cilindrata ma addobbata pacchianamente in modo sportivo, e che ascolta canzoni senza un testo ma con tanti bassi. Vive e si riproduce nei muschiosi ed umidicci bagni del Todrà. SALTASUCORDA: mossa pseudo-wrestlinghiana eseguita di comune accordo all’improvviso su Nelli. Consiste in un salto prodigioso verso l’alto ed un conseguente rude atterraggio col gomito sui flaccidi organi vitali di Mattia.
Questa è solamente un’approssimativa introduzione al gergo della Plaza. Prego gli altri della Plaza di offrirmi collaborazione. |